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Per aiutarti a capire dove siamo

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Il Museo PALEO.IS - Isernia

Il Museo PALEO.IS si inserisce all’interno di un progetto di parco archeologico, realizzato dall’arch. Benno Albrecht dello Studio Associati di Brescia che comprende una serie di padiglioni, fruibili nell’ambito di un percorso didattico- espositivo. La costruzione della grande struttura museale venne realizzata con l’obiettivo di accogliere ed esporre, ma soprattutto valorizzare, l’ingente quantità di reperti archeologici messi in luce nel corso delle campagne di scavo condotte nell’area archeologica de La Pineta a partire dal 1979. Il complesso museale è così articolato:

 PADIGLIONE SCAVI ARCHEOLOGICI

L’area archeologica è parte integrante del complesso museale grazie ad un padiglione, che copre un’estensione di circa 700 mq, che consente da un lato la ricerca scientifica, la tutela e la conservazione del bene archeologico e dall’altra la fruizione da parte del pubblico di quanto è stato esplorato e raccolto sulle superfici archeologiche del giacimento di Isernia La Pineta.

 SALA ESPOSITIVA ISERNIA LA PINETA

Questa sezione ospita una porzione di circa 65 mq della paleosuperficie più nota e ricca di materiali ricomposta ed esposta nel Museo con i reperti originali opportunamente restaurati. L’archeosuperficie si caratterizza per la presenza di un’elevata quantità di manufatti litici e per abbondanti resti ossei di specie animali diverse, riconducibili soprattutto ai grandi erbivori, in particolare bisonte, elefante, rinoceronte, megacero, ippopotamo, orso. Essi documentano, insieme alla porzione ancora in corso di esplorazione nel padiglione degli scavi, l’intensa attività di sfruttamento dell’ambiente da parte dei gruppi di cacciatori preistorici di 620.000 anni fa, a scopi alimentari e di sopravvivenza. Sulle pareti di questa ampia sala vengono presentati, con vetrine e pannelli, i temi riguardanti la scoperta del giacimento di Isernia La Pineta, gli interventi di scavo, la documentazione, le fasi di restauro e di asportazione dei materiali. Il percorso espositivo è reso ancor più coinvolgente, inoltre, dalla presenza di supporti multimediali in forma digitalizzata che arricchiscono le finalità educative e riconoscitive del bene culturale e consentono l’interattività tra il Museo e l’utente con particolare attenzione ai portatori di handicap.

 

  • PADIGLIONE DIDATTICO

L’allestimento del padiglione didattico (800 mq circa) prevede un percorso espositivo che mira a mettere in evidenza e comunicare, con la massima chiarezza possibile, le scoperte archeologiche per la fase pre e protostorica in Molise. Il concept dell’esposizione è quello di presentare in maniera semplice, ma scientificamente corretta, le fasi salienti del percorso evolutivo che l’Uomo ha compiuto in centinaia di migliaia di anni, dal Paleolitico all’Età dei Metalli, con particolare riguardo alla Preistoria molisana. Il padiglione didattico ospita tre sezioni contraddistinte da differenti colori (rosso, ocra e verde) per evidenziare la scansione temporale dell’evoluzione culturale. Nella prima sezione di colore rosso, dedicata al periodo Paleolitico inferiore – Paleolitico superiore, sono esposti i materiali provenienti dagli scavi archeologici di Monteroduni e Rocchetta al Volturno e dalle attività di survey condotte a Pescopennataro, Carovilli, Vastogirardi e Sessano del Molise; l’allestimento di questa sezione è arricchito, inoltre, dalla ricostruzione di una capanna paleolitica. La seconda sezione, contraddistinta dal colore ocra, è riservata alla fase Paleolitico medio – Paleolitico superiore e ospita i materiali provenienti da Civitanova del Sannio e la riproduzione del riparo sotto roccia di Morricone del Pesco (Civitanova del Sannio), recante incisioni e pitture rupestri. In verde, la terza e ultima sezione nella quale trovano spazio i reperti archeologici, del periodo Neolitico – Età del Bronzo, provenienti dagli scavi di Monteroduni, Campomarino e Rocca di Oratino oltre a materiali recuperati durante le ricognizioni condotte a Larino, Oratino, Montorio nei Frentani, Guglionesi, Longano e Casacalenda. L’esposizione si completa con la ricostruzione, sulla base delle evidenze archeologiche rinvenute a Monteroduni in Località Paradiso, di una capanna dell’Età del Bronzo